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LA GOTTA: COS' E'?

LA GOTTA: COS' E'? - Dietista Dr. Erica Baroncelli

La gotta è una malattia caratterizzata da un errore metabolico congenito, ereditario, che comporta l’accumulo di cristalli di urato monosodico nei tessuti e intorno ai tendini: ciò è dovuto alla scarsa solubilità dell’acido urico (prodotto che deriva dal catabolismo delle basi puriniche presenti nel DNA sia di origine endogeno che esogeno cioè assunto con l’alimentazione) e dei suoi sali che determina la formazione di cristalli di urato, responsabili dei disturbi più caratteristici della gotta. Elevati livelli di acido urico nel sangue (iperuricemia, acido urico nel sangue > 6,4 mg/dl) non comportano necessariamente la gotta in quanto alla base c’è comunque ereditarietà.

La gotta può essere classificata in:

- PRIMARIA: quando è dovuta alla ridotta escrezione renale di acido urico (iperuricemia), all’esagerata produzione di acido urico e all’eccessiva assunzione di basi puriniche con l’alimentazione;

- SECONDARIA: quando si associa a patologie quali leucemia o malattie mieloproliferative che sono causa di aumentata produzione di acido urico o può essere dovuta all’assunzione di farmaci come alcuni diuretici.

L’attacco di gotta è dovuto ad una reazione infiammatoria dei depositi di urato a livello delle articolazioni: l’accrescimento continuo dei cristalli produce i classici tofi gottosi, responsabili dell’erosione articolare e della inabilità permanente. L’attacco acuto di gotta è una delle forme reumatiche e artritiche più dolorose: spesso si presenta all’improvviso nelle ore notturne e progressivamente il dolore diventa sempre più forte, la cute si presenta tesa, calda, arrossata e a volte possono presentarsi febbre, tachicardia e brividi. L’articolazione più colpita è quella dell’alluce (podagra); altre sedi comuni sono l’arco plantare, la caviglia, il ginocchio, il polso ed il gomito. L’attacco può essere causato da microtraumi (ad esempio scarpe strette), da un eccesso di cibo o alcool, da un intervento chirurgico, dallo stress e da alcuni medicinali. Nel tratto urinario l’acido urico, in caso di acidità delle urine, può precipitare e formare calcoli determinando la nefrolitiasi uratica la quale comporta la comparsa di colica renale. Ciò si può avere anche in condizioni di disidratazione.

Oltre alla terapia farmacologica è importante seguire alcune norme comportamentali e dietetiche che anche se non correggono direttamente l’iperuricemia, modificano le alterazioni metaboliche e i disordini associati all’iperuricemia.

 - Dimagrire in caso di sovrappeso o obesità in modo graduale perché le rapide perdite di peso possono aggravare l’iperuricemia e diminuire il PH urinario;

- Assumere fino a 2-3 litri di acqua al giorno (terapia idropinica) o comunque tanta acqua da permettere di produrre 2 litri di urine: quantità tale che riduce la probabilità di formazioni di calcoli perché diluisce le urine. È preferibile che l’acqua sia iposodica cioè Na< 20mg/dl;

 - Consumare il giusto fabbisogno di alimenti fonte di proteine di origine animale in quanto acidificano le urine; inoltre, gli alimenti di origine animale sono fonte principale di purine che aumenta il livello di acido urico urinario e sanguigno. Si consiglia di non consumare più di 300 mg di purine al giorno;

- Alcalinizzare le urine e mantenere il PH urinario fino a valori non superiori a 7 con bicarbonato di sodio o in alternativa l’uso di particolari farmaci (si raccomanda di parlarne con il proprio medico di fiducia). Lo scopo è di evitare la precipitazione dei cristalli di urato. Tutto sotto controllo medico!!!

 - Limitare il consumo di alimenti contenenti fruttosio (miele, frutta troppo matura o secca, kaki, banane, marmellate, sciroppi) e DOLCIFICANTI, perché stimolano, attraverso processi metabolici, la sintesi delle purine;

- Evitare alcolici in quanto l’alcool aumenta il livello di acido urico nel sangue;

 - Evitare il digiuno prolungato e le diete notevolmente ipocaloriche. Tuttavia è preferibile una dieta povera di grassi, in quanto i corpi chetonici, prodotti attraverso processi metabolici a partire dai grassi, inibiscono l’eliminazione renale di acido urico;

- Studi evidenziano la correlazione inversa tra latte e latticini magri e acido urico dimostrando l'effetto antinfiammatorio verso gli attacchi di gotta; ovviamente i fabbisogni sono individuali!!!

Ovviamente ogni indicazione deve essere sotto controllo medieco e dietistico!

 

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