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GRAVIDANZA: IL DIABETE IN ATTESA

GRAVIDANZA: IL DIABETE IN ATTESA - Dietista Dr. Erica Baroncelli

Aspettare un bambino è un’esperienza travolgente ed entusiasmante, anche se a volte è accompagnata da ansia, soprattutto per chi ha già il diabete (diabete pre-.gravidico) o scopre di averlo proprio durante questo periodo (diabete gestazionale).

Oggi il diabete pre-gravidico non rappresenta più un ostacolo per una donna che desidera avere figli, anche se per affrontare serenamente la gravidanza occorre programmarla e seguirla con dedizione al fine di mantenere nella norma i livelli di zucchero nel sangue (glicemia), prima, durante e dopo il periodo gestazione ed evitare così eventuali complicanze per se e per il bimbo.

Chi invece si confronta con il diabete gestazionale per la prima volta durante la gravidanza può stare tranquilla; si tratta di una condizione abbastanza comune soprattutto nelle donne con familiarità per diabete, in sovrappeso, di età piuttosto avanzata o che hanno avuto già altri figli. Il diabete gestazionale può essere facilmente gestito mantenendo un buon controllo glicemico ed evitando così complicanze per la mamma e per il bambino al momento del parto e subito dopo la nascita.

 

LA GRAVIDANZA: UN PROGRESSIVO CAMBIAMENTO

- Durante il primo trimestre di gravidanza grosse quantità di zucchero passano attraverso, la placenta, al feto che le utilizza per svilupparsi e crescere. La mamma rappresenta la sua unica fonte di energia. Di conseguenza il livello di zucchero nel sangue della mamma diminuisce: la glicemia della gestante è infatti solitamente più bassa prima dei pasti e soprattutto la mattina a digiuno. Poiché la necessità di zucchero da parte del feto è continua e dato che i grassi non attraversano la placenta e non possono essere utilizzati dal feto, se la mamma digiuna si attivano una serie di processi che porteranno a trasformare i grassi in chetoni in grado di attraversare la placenta. Tali sostanze sono però nocive per il bambino. La loro presenza nelle urine della mamma, sotto forma di acetone ( acetonuria), indica una condizione di mancanza di energie. Pertanto è fondamentale un buon apporto nutritivo durante la gravidanza.

- A partire dal secondo trimestre la placenta produce una serie di ormoni che contrastano l’azione dell’insulina e di conseguenza è più facile che dopo i pasti la glicemia aumenti rispetto a quando non si è incinta. A questa situazione il pancreas agisce producendo più insulina. Con il passare della gravidanza gli ormoni antagonisti dell’insulina rendono ancora più difficile la regolazione delle glicemie: se la dieta è scarsa di carboidrati o l’insulina manca si può manifestare una carenza di energia anche perché il feto ha bisogno di maggiori quantità di glucosio. L’organismo della mamma inizierà allora ad utilizzare le riserve di grassi: con la degradazione dei grassi vengono quindi liberati i chetoni, nocivi per il feto. Dall’altra parte l’elevato livello di zuccheri nel sangue della mamma può essere nocivo per il bambino, pertanto il controllo glicemico in gravidanza è di fondamentale importanza.

- Durante la nascita, con l’espulsione della placenta, gli ormoni antagonisti dell’insulina da essa prodotti si riducono fino a scomparire. Di conseguenza la richiesta si insulina diminuisce. Il diabete gestazionale solitamente scompare.

 

SE IL DIABETE ESISTE GIÀ’ PRIMA DELLA GRAVIDANZA?

Una donna con diabete associa spesso alcune paure al desiderio di gravidanza. È bene che prima di affrontare questa meravigliosa esperienza sia consapevole di ciò che l’attende e cerchi di trovar risposta ad ogni suo dubbio rivolgendosi al diabetologo di fiducia. Intanto è bene sapere che non è una patologia trasmissibile al figlio ma viene solo trasmessa la predisposizione genetica, che non necessariamente si trasformerà in malattia; se il controllo glicemico è buono le probabilità di rimenare incinta sono uguali a quella delle donne che non hanno diabete. Più concreta può essere la paura delle conseguenze che la gravidanza può avere sul diabete o che il diabete può avere sul bambino. Oggi anche queste evidenze possono essere superate con serenità soprattutto se viene seguito un corretto controllo delle glicemia.

 

Durante i primi tre mesi di gravidanza grosse quantità di zucchero passano dalla madre al feto attraverso la placenta. Questo zucchero è utilizzato dal feto per crescere. Fin dalle prime settimane di gestazione se i livelli di zucchero nel sangue materno sono elevati il feto assorbirà quantità eccessive di zucchero. Poiché è proprio in questo periodo che si formano gli organi del bambino, eccessive quantità di zucchero possono provocare malformazioni nel feto. Visto che durante i primi tre mesi il feto non riesce a produrre da se l'insulina e dato che l’ insulina della mamma non può attraversare la placenta per aiutare il feto a ridurre i livelli di zucchero ematico, è fondamentale mantenere un buon controllo glicemico fin dal concepimento (anche 6-8 settimane prima ). A partire dalla dodicesima settimana di gestazione il pancreas del bambino si è formato ed è in grado di produrre da solo la propria insulina e di conseguenza il rischio di malformazioni si riduce. Questo non significa che la mamma può sottovalutare le sue glicemia, perché quando il pancreas del bambino si è formato, se le glicemie materne sono elevate e una quantità eccessiva di zucchero arriva al feto, il su pancreas dovrà produrre quantità eccessive di insulina consentendo all’accesso di zucchero di entrare nelle cellule del tessuto fetale. Lo zucchero viene convertito in grassi determinando una crescita troppo rapida del feto. Se il bambino diventa troppo grosso il fenomeno è chiamato macrosomia e il parto può presentarsi difficile. Tuttavia anche la nascita prematura può presentare problemi nel bambino: difficoltà respiratoria (i pomoni non so o ancor sviluppati), ittero nelle prime settimane di vita (a causa di una scarsa funzionalità epatica), ipoglicemia nei primi giorni di vita ( poiché il bambino continua produrre a grandi quantità di insulina anche se l’apporto di zucchero materno è stato interrotto) nociva per lo sviluppo cerebrale.

Tutte queste complicanza possono essere evitate con in buon controllo delle glicemie.

 

SE IL DIABETE COMPARE DURANTE LA GRAVIDANZA?

Intanto c’è da dire che Il 90% circa delle gravidanze hanno un decorso normale ma capita che una buona percentuale sviluppi DIABETE GESTAZIONALE. Le cause della comparsa del diabete in gravidanza non sono del tutto note ma sono sicuramente condizionate dai mutamenti ormonali e metabolici che si verificano nel corso della gravidanza. Nelle donne con diabete gestazionale nel primo e nel secondo trimestre di gravidanza le glicemie tendono ad essere normali e aumentano a partire dalla 24a settimana di gestazione in concomitanza con la produzione degli ormoni placentari che si contrappongono all’azione dell’insulina determinando una condizione di insulino-resistenza. Se in tale periodo la produzione di insulina da parte del pancreas materno non è sufficiente a sopperire l'aumentata richiesta, il livello di zucchero nel sangue aumento e compare il diabete gestazionale. È proprio a partire dalla 24a settimana che viene svolto i test del diabete gestazionale (in alcuni casi viene svolto prima). Una diagnosi precoce è importante per impostare un'adeguata terapia dietetica e se necessario una terapia insulinica.

Le complicanze sono analoghe al caso in cui la mamma abbia diabete anche prima della gravidanza.

 

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

- familiarità per diabete

- età superiore a 35 anni

- sovrappeso/obesità prima della gravidanza

- diabete gestazionale in una precedete gravidanza

- aver partorito un figlio di peso alla nascita maggiore di 4 kg

- eccessivo incremento di peso nel corso della gravidanza

- presenza di glucosio nelle urine

- altre condizioni di insulino-resistenza (ovaio policistico…)

- eventi ostetrici avversi (aborti ripetuti, gestosi…)

- crescita accelerata del feto

 

COME SI FA LA DIAGNOSI DEL DIABETE GESTAZIONALE?

Il test di screening è la curva da carico di glucosio o test di Carpenter che prevede la valutazione della glicemia prima e un’ora dopo aver bevuto 50g di glucosio sciolto in acqua; il test è positivo per valori superiori o uguali a 140 mg/dl dopo il carico. La sua positività non indica la presenza del Diabete ma è una indicazione all'effettuazione di un test più approfondito e diagnostico: l'OGTT. L'OGTT consiste in un carico orale di glucosio di 100 g e nella valutazione della glicemia prima del carico, dopo un'ora, due ore, tre ore. (totale quattro prelievi). La positività del test indica la presenza del diabete gestazionale. Il test è positivo, con diagnosi di diabete gestazionale se almeno 2 valori sono più elevati rispetto a quelli di riferimento:

- a digiuno – 95mg/dl

- 1 ora – 180 mg/dl

- 2 ore – 155mg/dl

- 3 ore – 140 mg/dl

 

COME TENERE SOTTO CONTROLLO IL DIABETE IN GRAVIDANZA?

E’ importante che la mamma collabori attivamente durante tutta la gravidanza; è lei la vera terapeuta una volta apprese le varie strategie di gestione del diabete! Tanto più efficace è il controllo glicemico tanto più favorevoli saranno le prospettive per il tuo bambino e la madre.

 

- AUTOMONITORAGGIO

Chi ha già diabete prima della gravidanza dovrà verificare la glicemia quotidianamente misurandola anche 1 ora dopo i pasti, al fine di raggiungere obiettivi più ambiziosi. È utile anche misurare la presenza di acetone nelle urine.

Chi invece scopre di avere il diabete gestazionale durante la gravidanza dovrà imparare per la prima volta a controllare la glicemia quotidianamente più volte al giorno secondo le indicazioni del diabetologo.

QUANDO IL DIABETE è IN CONTROLLO?

Se si ha diabete gestazionale

- a digiuno <95mg/dl

- 1 ora dopo il pasto <140mg/dl

- 2 ore dopo il pasto <120mg/dl

Se si ha diabete pre-gravidico

- a digiuno 66-99mg/dl

- dopo il pasto 100-130mg/dl

L’emoglobina glicosilata, che è una specie di memoria delle glicemie negli ultimo 2-3 mesi dovrebbe rimanere sotto al 6%.

 

- IL TRATTAMENTO

LO STILE DI VITA: L’ALIMENTAZIONE

L’alimentazione è fondamentale in gravidanza, sia per garantire il giusto apporto di energia e che di nutrienti sia alla madre sia al feto. In questo caso poi funge proprio da terapia. Addirittura in caso di diabete gestazione, la dieta è la terapia di prima scelta e si passa alla terapia insulinica solo se non si riesce a tenere sotto controllo la glicemia con una corretta alimentazione e un buon esercizio fisico. I fabbisogni sono ovviante soggettivi e variano da donna a donna ma una cosa è certa, i carboidrati non devono essere eliminati. È importante invece la giusta ripartizione quantitativa e qualitativa durante tutta la giornata al fine di controllate il più possibile la glicemia. Un Dietista esperto saprà seguire la gestante al meglio.

LO STILE DI VITA: L'ATTIVITÀ’ FISICA

L’attività fisica moderata ma costante è un elemento importante per la terapia del diabete in gravidanza; ovviamente considerando i limiti che la gravidanza impone.

Camminare o fare nuoto sono le attività più consigliate perché non mettono a rischio la gravidanza e allo stesso tempo tengono attiva la madre. Essere in gravidanza non vuol dire allettarsi, eccetto in particolari casi; è importante invece che la donna continui la sua vita attiva senza sforzi. È da ricordare che l’alimentazione da seguire deve considerare anche la spesa energetica per l’attività fisica, pena l’ipoglicemia che deve essere assolutamente evitata.

LA TERAPIA INSULINICA

Se la mamma ha già diabete l’insulina sarà ovviamente già introdotta nel periodo pregravidico; nel caso in cui il diabete compaia nel periodo gestazionale e nel caso in cui il miglioramento dell’alimentazione e l’introduzione del l’attività fisica da sole non riescano a tenere le glicemia sotto controllo, è contemplabile l’ipotesi di inserire la terapia insulinica. Le modalità e il tipo di insulina saranno concordate con il diabetologo.

 

...E DOPO IL PARTO?

- Se si ha il diabete già prima della gravidanza, dopo il parto il fabbisogno di insulina si ridurrà rispetto a quella della gravidanza e la dose di insulina tornerà ad essere simile a quella prima della gravidanza.

- Se il diabete è comparso durante al gravidanza, dopo il parto è molto probabile che i livelli della glicemia tornino nella norma senza necessità di terapia. Dopo 4-16 settimane, sotto consiglio medico, è utile eseguire un test di controllo per verificare che il metabolismo degli zuccheri sia tornato peretta mente nella norma. È utile fare un controllo periodico della glicemia perché il diabete gestazionale predispone al futuro sviluppo di diabete di tipo 2. Mantenere un peso corporeo adeguato dopo la gravidanza, una corretta ripartizione qualitativa e quantitativa di energia e di nutrienti e una costate attività fisica oltre che ad una vita attiva consentirà di ridurre o ritardare il rischio di sviluppare il diabete.

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