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DIVERTICOLOSI E DIVERTICOLITE: COSA SONO? IL RUOLO DELL'ALIMENTAZIONE

DIVERTICOLOSI E DIVERTICOLITE: COSA SONO? IL RUOLO DELL'ALIMENTAZIONE - Dietista Dr. Erica Baroncelli

DIVERTICOLOSI

I diverticoli sono delle estroflessioni sacciformi, ovvero delle erniazioni degli strati che compongono la parete intestinale, che si formano quando la pressione nel lume intestinale supera la resistenza dello strato muscolare che lo costituisce. Si possono avere a qualsiasi livello con localizzazione elettiva nel colon e soprattutto nel sigma.

Una delle cause più frequenti di diverticolosi è la riduzione dell’apporto di fibre con la dieta, spesso associata a stipsi, che riduce il numero di evacuazioni aumentando il tempo di passaggio intestinale delle feci; infatti, se il materiale fecale non viene eliminato abitudinariamente, determina l’aumento della pressione intestinale provocando l’erniazione della mucosa. Il diverticolo è in grado di raccogliere il materiale fecale che ristagnando dà inizio all’infiammazione del diverticolo. Se questo stato permane a lungo la diverticolosi asintomatica evolve in diverticolite cioè in una vera e propria malattia con complicanze anche gravi.

Il ruolo dell’alimentazione è fondamentale per prevenire la diverticolosi e per ridurre il rischio che si trasformi in diverticolite.

DIVERTICOLITE

Se il diverticolo si infiamma la diverticolsi diventa diverticolite. L’infiammazione potrà essere risolta con una cura appropriata, prescritta dal medico, di antibiotici e probiotici.

In questo caso, cioè nel momento in cui è in atto l’infiammazione del diverticolo, meglio evitare le fibre (cioè alimenti integrali e troppa frutta e verdura) e consumare un’alimentazione semiliquida. Evitare semi oleosi, legumi, cereali integrali e più in generale gli alimenti meteorizzanti (vedi sopra).
Consiglio di consumare frutta e verdura estratta con l’estrattore (non frullata, per evitare che inglobi aria).

Durante la diverticolite meglio ridurre o addirittura eliminare il consumo di latte; sono invece tollerate modiche quantità di yogurt e latticini (tranne i formaggi piccanti).

Dopo la guarigione dal processo infiammatorio è importante che l’aumento della quantità di fibre introdotte con l’alimentazione avvenga in modo lento e graduale e in base alla soggettiva tolleranza del paziente, in modo da consentire l’adattamento della flora batterica intestinale ed evitare disturbi quali meteorismo, flautolenza, distensione addominale e crampi.

 

ALIMENTAZIONE PREVENTIVA

- Chi soffre di diverticolosi deve prestare molta attenzione alla propria dieta, assumendo ogni giorno la giusta quantità di fibre, almeno 30g/die, semplicemente raggiungibile consumando 3 porzioni di frutta e 2 di verdura e alimenti integrali e legumi.

- Le fibre sono sostanze vegetali non digerite dal nostro organismo ma molto utili per garantire la regolarità intestinale. Esistono due tipi di fibre: quella solubile e quella insolubile. Nel caso della diverticolosi è importante consumare soprattutto fibre insolubili contenute in alcuni vegetali e nei cereali integrali perché assorbe grosse quantità di acqua aumentando il volume delle feci e rendendole poltacee, cioè più morbide ed abbondanti e più facilmente eliminabili senza aumentare la pressione intestinale.

- Le fibre sono importanti perché facilitano il transito intestinale e l’evacuazione quindi sono utili in caso di stipsi; la fermentazione di carboidrati non digeribili da parte della flora batterica anaerobia (lattobacilli) dell’intestino determina la riduzione del PH intestinale e la produzione di acidi grassi che svolgono un ruolo antinfiammatorio inducendo la morte delle cellule infiammatorie; svolgono la funzione di prebiotici cioè il cibo della flora batterica buona (probiotici) utile per l’intestino.

- Le fibre prevengono sia la formazione dei diverticoli sia la loro infiammazione. Sono quindi utili sia per prevenire la diverticolosi sia per evitare che questa si trasformi in diverticolite.

- All'interno dei diverticoli, soprattutto quando sono molto grandi, possono accumularsi piccole sostanze come i semi contenuti nella frutta. Per questo motivo alimenti come kiwi, pomodoro, fico, cocomero potrebbero dare dei problemi (stitichezza) in caso di diverticolite ricorrente, anche se c’è da dire che molte ricerche sono contrastanti. Se gli limenti sono ben masticati non dovrebbero creare di questi problemi.

- Per chi soffre di diverticolosi è molto importante associare ad un elevato apporto di fibre, un'abbondante quantità di acqua. L’acqua ammorbidisce le feci e dovrebbe essere bevuta in modo dilazionato durante tutto l’arco della giornata; il modo migliore è di sorseggiarla in piccole quantità (un bicchiere) in modo continuativo e ad intervalli regolari (ogni 30-60 min.) durante tutta la giornata (totale 1,5l).

- Imparare a gestire il consumo dei cibi "flatulenti" come asparagi, cavolo, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, broccoli, legumi, castagne, frutta secca, melone, pere, la buccia della frutta, legumi, frizzantini, panna montata, maionese, frappé, cipolle, dolcificanti artificiali, cibi grassi, cibi con alto contenuto di lattosio ed evitando le bibite e le acque gassate, capaci di determinare un notevole sviluppo di gas intestinale. Il disagio è individuale, quindi consiglio di sperimentare la tollerabilità soggettiva.

 - Se durante i pasti l’acqua viene bevuta in quantità eccessiva addizionata al cibo ingerito, può provocare l’aumento della pressione gastrica con conseguente affaticamento respiratorio e cardiaco. Se presa a digiuno svolge anche una notevole azione diuretica.

 - Le vitamine, i sali minerali e soprattutto gli antiossidanti sono fondamentali perché combattono l’infiammazione intestinale; consumare 5 porzioni al giorno tra frutta (3) e verdura (2) è l’ideale per garantire la giusta quota di queste sostanze nel nostro organismo.

 - Il pesce e l’olio di lino sono antinfiammatori naturali grazie all’alto contenuto di acidi grassi Ω3 e consumati regolarmente contribuiscono al benessere intestinale.

 - Attenzione alle spezie e ai cibi piccanti; abolire alcolici, bevande gassate (se non tollerate).

 - Una cura periodica con i probiotici, cioè batteri buoni, migliora l’ambiente intestinale. 

 

COMPORTAMENTO

 - Assecondare sempre lo stimolo ad andare in bagno!!! Trattenere le feci e rinviare l’evacuazione, provoca nel tempo la progressiva diminuzione delle sensibilità al riflesso defecatorio e favorisce la comparsa del “rettocele”, cioè la deformazione dell’ampolla rettale con conseguente defecazione incompleta e insoddisfazione (sensazione di tenesmo), perché una parte del materiale fecale rimane nel rettocele aggravando la diverticolosi;

 - La masticazione lenta permette di evitare l’immissione di aria che è una causa del fastidioso meteorismo intestinale che aumenta la pressione intestinale (causa della formazione dei diverticoli) e permette di iniziare la digestione già in bocca, da parte di alcuni enzimi digestivi, e quindi di facilitare e di anticipare l’attività digestiva intestinale.

 - L’esercizio fisico costante e moderato è un vero toccasana per l’intestino, soprattutto la camminata, poiché potenzia il “torchio addominale”, cioè la parte della muscolatura del tronco coinvolta nell’evacuazione.

 - Un corretto stile di vita è in grado di ridurre il rischio della formazione dei diverticoli e della loro infiammazione.

 - Se per la cura medica è necessario rivolgersi ad un medico, meglio se specializzato in gastroenterologia, per il trattamento della diverticolosi dal punto di vista del miglioramento dello stile di vita è consigliabile rivolgersi ad un dietista.

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