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BAMBINI E IDRATAZIONE

BAMBINI E IDRATAZIONE - Dietista Dr. Erica Baroncelli

L’acqua è la sostanza più rappresentata nel corpo ed è fondamentale per la digestione, l’assorbimento, il trasporto e l’utilizzo di nutrienti e l’escrezione di cataboliti.

Sebbene l’acqua di per se non fornisca energia, rappresenta un vero e proprio nutriente essenziale. Nel bambino il ricambio idroelettrolitico è in costante e delicato dinamismo tra il comportamento intra e extracellulare, per questo è importante che l’apporto idrominerale, soprattutto nella prima infanzia, avvenga attraverso un’acqua la cui composizione rispecchi e soddisfi le esigenze della crescita sia in condizioni fisiologiche che in corso di malattia.

La quantità totale di acqua si riduce fisiologicamente e drasticamente dalla vita intrauterina all’età adulta; l’acqua costituisce il 90% del peso nel feto di 24 settimane di gestazione, il 75% nei neonati a termine e circa il 50% nell’adulto.

Il turn-over indrico del bambino è diverso da quello dell’adulto. Ad esempio i lattanti tendono a trattenere acqua utile per la crescita e rispetto ai soggetti adulti hanno perdite cutanee più elevate dovute ad una maggiore superficie corporea. Ne consegue un turn-over idrico che è 4-5 volte quello di un soggetto adulto. Alla luce di ciò il rischio di disidratazione è maggiore nel lattante rispetto al bambino che ha sua volta ha maggiore probabilità di disidratazione dell’adulto. Il condizioni fisiologiche il turn-over giornaliero di acqua corrisponde al 15% del peso corporeo nei primi mesi di vita e al 6-10% di peso corporeo nell’adulto.

Le principali fonti di acqua sono due: l’acqua esogena (che deriva per 70-80% dall’acqua che beviamo e per il 20-30% dagli alimenti) e l’acqua endogena che viene prodotta fisiologicamente dal nostro corpo a seguito di processi biochimici (ad esempio un adulto produce ogni giorno 250-300ml di acqua endogena considerando che dall’ossidazione di 1g di grassi si produce 1 ml di acqua, da 1g di zuccheri 0,6 ml di acqua e da 1g di proteine 0,4 ml). Le perdite di acqua dal corpo invece avvengono per il 60-65% attraverso i reni, per il 30% attraverso la cute e i polmoni e per una minima quota attraverso l’apparato digerente.

In estate, a causa delle alte temperature, la sudorazione aumenta il dispendio di acqua e con essa la perdita di molti sali minerali. Per questo motivo in estate sono indicate acque ricche di sali per reintegrare le perdite; mentre in inverno è preferibile utilizzare acque leggere e poco mineralizzate per favorire lo smaltimento delle scorie legate ad un’alimentazione più calorica e ricca di grassi.

Nel neonato sano il fabbisogno di acqua è intorno a 150 ml/kg/die che è pienamente soddisfatto dall’allattamento senza necessità di ulteriori introiti d’acqua. Un buon modo per calcolare il fabbisogno idrico è la formula di Holliday-Segar

- peso<10kg: 100ml="" kg="" die="" span=""> 

- peso tra 10 e 20 Kg: 1000ml + 50ml/kg/die aggiuntivi per ogni Kg da 11 a 20

- peso >20Kg: ulteriori 20ml/Kg/die per ogni Kg aggiuntivo

Ad esempio

Per un bimbo che pesa 15 Kg:

1000 + (50X5) = 1250ml di acqua al giorno

Per un bimbo che pesa 24 Kg:

1000 + (50X10) + (20X4) = 1330 ml di acqua al giorno

Quali sono gli effetti della disidratazione in età evolutiva?

La disidratazione ha effetti negativi sulla performance fisica e cognitiva in generale, sia nell’adulto che nel bambino. In particolare in età evolutiva è stato visto che già una disidratazione lieve dell’1-2% provoca un’alterazione della memoria, in particolare della memoria visiva, e una riduzione dell’attenzione. È stato recentemente dimostrato che favorendo una buona idratazione con acqua in età evolutiva, si riduce del 30% il rischio di sviluppare sovrappeso.

Quale acqua è la migliore per l’alimentazione del lattante?

L’acqua è anche un trasportatore di sali minerali, quasi come un alimento. Le acque utilizzate per la formulazione di latte artificiale, in caso di mancato allattamento (sempre consigliato fino all’anno di età), deve rispondere a criteri sempre più severi che per gli adulti, a causa della ridotta funzionalità renale nel lattante rispetto all’adulto.

Le acque utilizzate a tale scopo devono quindi rispettare certi criteri:

- il residuo fisso (quantità di sali minerali che residuano dopo bollitura a 180°C di 1 litro di acqua sino a completa evaporazione) compreso tra 50 e 500 mg/l, cioè quelle oligominerali;

- fluoro inferiore a 1,5mg/l

- nitrati inferiori a 10mg/l

- sodio inferiore a 20 mg/l

- solfato inferiore 200mg/l

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